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ALEKSANDR R. LURIJA

 

Aleksandr Romanovic Lurija (o Luria) nacque a Kazan (Russia) da una benestante famiglia ebrea. Il padre Roman, fu un noto medico, scrittore di una monografia di psicosomatica.Lurija si laureò in scienze naturali a Kazan, nella stessa università dove aveva studiato Lenin. Interessatosi giovanissimo di psicologia e in particolare di psicoanalisi, a diciannove anni fondò la Società psicoanalitica di Kazan ricevendone una lettera di approvazione da Freud.

Lurija inizò a lavorare presso la Clinica psichiatrica di Kazan dove tra i vari pazienti visitò la nipote di Dostoevskij. Nel 1923 di trasferì a Mosca dove fu nominato segretario scientifico dell’ Istituto di psicologia di Mosca e più tardi anche segretario della Società psicoanalitica di Mosca.

La svolta negli interessi di Lurija ebbe luogo come egli ha più volte ribadito dopo l’ incontro con Vygotskij.

Lurija con un altro psicologo Leont’ev si unirono a Vygotskij per studiare i fattori socio-culrurali dello sviluppo cognitivo.

Nei primi anni ’30 avvenne il distacco da Vygotskij motivato da problemi teorici e dalla difficile situazione ideologica-politica in cui si trovava lo stesso Vygotskij.

Lurija iniziò a studiare medicina e si laureò a Mosca nel 1936 e cominciò a lavorare all’ istituo di neurochirurgia di Mosca.Scoppiata la guerra diresse l’ ospedale di riabilitazione neurochirurgica per i feriti di guerra negli Urali meridionali.

Attraverso lo studio di centinaia di soldati cerebrolesi, egli potè elaborare una revisione delle concezioni sui disturbi del linguaggio e proporre una nuova teoria nell’ opera “Afasia Traumatica” (1947).

Scrisse inoltre due libri “La riabilitazione delle funzioni cerebrali dopo traumi di guerra (1948) e “Neuropsicologia del linguaggio grafico” (1950).

Alla Sessione del del 1950 su Pavlov, Lurija fu criticato per le sue concezioni sulle funzioni cerebrali e fu costretto a tasferirsi all’ Istituto di difettologia.

In questo periodo condusse varie ricerche sul linguaggio dei bambini con ritardo mentale.

Alla fine degli anni ’50 dopo la svolta ideologia e politica potè ritornare a lavorare all’ istiuto di neurochirurgia. Nel 1963 pubblicò “Le funzioni corticali superiori nell’ uomo”, sintesi della sua teoria neuropsicologica.

Negli ultimi anni egli scrisse “Neuropsicologia della memoria” ,”Problemi fondamentali di neurolinguistica”

Lurija morì nel 1977.

Lurija è considerato da alcuni come il massimo dei neurospicologi di questo secolo, pagò moltissimo negli anni ’50 il suo antipavlovismo e la sua condizione di ebreo ma si creò la sua “isola felice” per poter proseguire con serenità le sue ricerche sul cervello (era l’ unico a cu arrivavano regolarmente riviste e libri dall’ Occidente e che gli studiosi stranieri, una volta a Mosca, andavano subito a visitare).

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